Vi siete mai chiesti come mai in una casa vi trovate a vostro agio, un’altra vi riempie di entusiasmo, mentre in una invece non vorreste doverci più tornare?
Le ragioni, certo, possono essere tante. Viene in mente la psicologia, ovvero si potrebbe dire che quella casa, i suoi arredi, i colori, la luce, evocano in voi esperienze personali, che possono essere di vario tipo, generando in questo modo una reazione nel vostro sistema.
Questa spiegazione certamente non può essere accantonata, né d’altra parte si può dimenticare la lettura che il Feng Shui potrebbe dare di un determinato ambiente, della disposizione e della forma degli spazi.
Ciò che qui voglio proporre tuttavia è un’altra lettura, che si rifà non ai propri vissuti personali bensì a quelli della casa (anche lei ha i suoi vissuti, nel senso di memorie), nonché all’influsso che la natura del terreno su cui è edificata possono esercitare.
Linee di Hartmann o di Curry, faglie geologiche e falde acquifere, residui organici, disturbi elettrici o eletttromagnetici sono un possibile aspetto, seguito dalla storia stessa della casa o del terreno: episodi dolorosi, di sofferenza o violenza, possono rimanere come memorie-dolore all’interno di quegli spazi e generare in noi un senso di disagio quando ci stiamo.
Il mio lavoro consiste nell’analizzare l’ambiente (edificio o terreno) e procedere al suo riequilibrio attraverso la neutralizzazione o trasformazione del problema.
Talvolta può accadere che la storia della casa sia strettamente intrecciata a quella dei proprietari e dei loro antenati: in questo caso il lavoro si dovrà occupare anche di risolvere questi aspetti e legami.
Approfondisci